Analisi e soluzione problemi delle imprese in difficoltà

Indici per il monitoraggio delle performances aziendali

Riportiamo (per informazione) le categorie di indici che, in termini generali, il legislatore ha prescritto per il monitoraggio delle citate performances aziendali.
 
Il CCI (artt. 2 e 3) ha previsto le seguenti categorie di indici:
flussi di cassa prospettici, squilibri (di carattere reddituale, patrimoniale, finanziario), rapporto flusso di cassa/attivo, rapporto patrimonio netto/passivo, rapporto oneri finanziari/ricavi.

Il CCI (art. 13) ha demandato al CNDCEC di indicare (con cadenza almeno triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività economica – secondo la classificazione ISTAT), gli indici che fanno ragionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa.

In adempimento di quanto sopra, il CNDCEC, ha definito ed inviato all’approvazione del MISE la bozza degli indici che di seguito riportiamo.

Il CNDCEC, selettivamente, prevede il seguente iter procedurale:

1). Entità del patrimonio netto.

Patrimonio netto di segno negativo.
E’ un indicatore che fa presumere l’esistenza di fondati indizi di crisi ed il CCI. per questa evenienza, prescrive l’obbligo di segnalazione agli Organismi di composizione della crisi, in quanto attesta che la gestione dell’esercizio in corso e/o di quelli precedenti ha prodotto perdite rilevanti, certamente di entità superiore a quella del patrimonio netto.
E’ una situazione molto grave che richiede una immediata verifica per individuare le cause della mancata economicità del ciclo aziendale.
Se dette cause non sono rimovibili, l’impresa, senza indugio (con sollecitudine) dovrà procedere con una adeguata ricapitalizzazione.
Diversamente, vengono a cessare le ragioni della presenza dell’impresa nel mercato e, quindi, del proseguimento dell’attività.

Patrimonio netto di segno positivo.
Si passa allo step successivo che prevede il calcolo del DSCR.

2). DSCR (Debt Service Coverage Ratio).

Il suddetto indice verifica la capienza del flusso di cassa prospettico (FCFF) rispetto al rimborso dei debiti finanziari (+oneri) che l’impresa dovrà sostenere nel medesimo arco temporale.
Il DSCR è un indice molto utilizzato dalle banche (nelle pratiche di affidamento o di concessione dei fid) per valutare la idoneità (capacità) del cliente alla restituzione del debito alle scadenze previste.

Il CNDCEC, al quale il Legislatore ha demandato per la costruzione degli indici dello stato di crisi, ha previsto, per il DSCR, due modalità (approcci), come previsti anche dal Principio contabile OIC 10 (Rendiconto finanziario).

Per entrambe le modalità di compilazione (il cui risultato sarà necessariamente identico) è richiesta la disponibilità di un budget monetario (di cassa) con un orizzonte temporale di almeno 6 mesi.

Approccio (con metodo di calcolo diretto)

Sulla scorta del budget monetario (di cassa) con un orizzonte temporale di almeno 6 mesi, si costruisce l’indice che prevede:

Al numeratore.

  • Le liquidità iniziali;
  • Il totale di tutte le entrate di liquidità previste per i successivi 6 mesi, che include anche:
    • la gestione finanziaria,
    • la gestione degli investimenti,
    • e i flussi attivi derivanti dalle linee di credito non utilizzate;
  • Le uscite di liquidità previste per i successivi 6 mesi (queste ultime, al netto del totale delle uscite previste,nello stesso periodo, per il rimborso della quota capitale dei debiti finanziari verso le banche o altri finanziatori).

Al denominatore.

  • Totale delle uscite previste, nello stesso periodo, per il rimborso della quota capitale dei debiti finanziari verso banche o altri finanziatori.
Approccio (su proiezioni dei dati di bilancio)

Dette proiezioni, integrate sono integrate dai dati del budget monetario (di cassa) con un orizzonte temporale di almeno 6 mesi.

Al numeratore:
Sono riportati i flussi al servizio del debito, costituiti da:

  • Flussi finanziari dell’attività operativa (FCFO:free cash flow from operations), al netto:
    • dei flussi derivanti dal ciclo degli investimenti,
    • dei debiti fiscali e contributivi non correnti,
    • dei debiti verso fornitori ed altri con ritardi nei pagamenti ma senza interruzione di fornitura o di pretesa di interessi moratori;
  • Le disponibilità liquide iniziali;
  • Le linee di credito disponibili.

Al denominatore

È riportato il debito non operativo (da rimborsare nei 6 mesi successivi), costituito da:

  • Il pagamento dei debiti finanziari (capitale e interessi);
  • I debiti fiscali e contributivi (incluse sanzioni ed interessi), non correnti, cioè scaduti o oggetto di rateazioni che scadono nei successivi 6 mesi;
  • I debiti verso fornitori ed altri, con ritardi nei pagamenti (ma senza interruzione di fornitura o di pretesa di interessi moratori); se con piani di rientro, rileva la parte scadente nei sei mesi successivi.


Il DSCR, per entrambi gli approcci, quando esprime un rapporto > 1 (–> 1,20 / 1,30), indica che i flussi attesi sono sufficienti a coprire gli impegni finanziari assunti dall’impresa per il medesimo periodo.
Se il DSCR esprime, invece, un rapporto < 1, scattano le condizioni per attivare le procedure d’allerta.

3) Indici suppletivi

Se il DSCR non è calcolabile o non è disponibile per la impossibilità di redigere il budget i cassa (ricordiamo, solo ad esempio, le tante Pmi con attività stagionali), Le Procedure di allerta hanno previsto la elaborazione dei seguenti altri indici, espressi, espressi in forma di rapporto:

Settore Soglie di allerta
ONERI FINANZIARI / RICAVI % PATRIMONIO NETTO / DEBITI TOTALI % LIQUIDITÀ A BREVE TERMINE (ATTIVITÀ A BREVE / PASSIVITÀ BREVE) % CASH FLOW / ATTIVO % (INDEBITAMENTO PREVIDENZIALE + TRIBUTARIO) / ATTIVO %
(A) AGRICOLTURA SILVICOLTURA E PESCA 2.8 9.4 92.1 0.3 5.6
(B) ESTRAZIONE
(C) MANIFATTURA
(D) PROD.ENERGIA/GAS
3.0 7.6 93.7 0.5 4.9
(E) FORN. ACQUA RETI FOGNARIE RIFIUTI
(D) TRASM. ENERGIA/GAS
2.6 6.7 84.2 1.9 6.5
(F41) COSTRUZIONE DI EDIFICI 3.8 4.9 108.0 0.4 3.8
(F42) INGEGNERIA CIVILE
(F43) COSTR. SPECIALIZZATE
2.8 5.3 101.1 1.4 5.3
(G45) COMM INGROSSO e DETT AUTOVEICOLI
(G46) COMM INGROSSO
(D) DISTRIB. ENERGIA/GAS
2.1 6.3 101.4 0.6 2.9
(G47) COMM DETTAGLIO
(156) BAR e RISTORANTI
1.5 4.2 89.8 1.0 7.8
(H) TRASPORTO E MAGAZZINAGGIO
(155) HOTEL
1.5 4.1 86.0 1.4 10.2
(JMN) SERVIZI ALLE IMPRESE 1.8 5.2 95.4 1.7 11.9
(PQRS) SERVIZI ALLE PERSONE 2.7 2.3 69.8 0.5 14.6

Note di commento

Data la funzione “suppletiva” dei suddetti (rispetto ai due indici principali: patrimonio netto e DSCR), l’onere/obbligo di procedere con la segnalazione agli Organismi di composizione della crisi subentra solo nel caso in cui tutti gli indici esaminati risultino fuori dai valori soglia.

I valori soglia sono differenziati per settori economici (secondo la classificazione-attività ATECO 2007).

Riportiamo, di seguito, brevi note di commento sul significato dei 5 indici esposti.

• Oneri finanziari/Ricavi %.

MISURE DI ALLERTA → VALORE INDICE ⋝ VALORE SOGLIA

Esprime la sostenibilità degli oneri finanziari;

• Patrimonio netto/Debiti totali %

MISURE DI ALLERTA → VALORE INDICE ⋜ VALORE SOGLIA

Misura la adeguatezza patrimoniale e la solidità, ovvero la capacità di fronteggiare gli impegni nel m/l termine e il grado di dipendenza da terzi finanziatori.

• Liquidità a breve termine (Attività a breve/Passività a breve) %

MISURE DI ALLERTA → VALORE INDICE ⋜ VALORE SOGLIA

Indica la sostenibilità degli impegni a breve, ovvero, se le liquidità (immediate + differite) sono sufficienti per assolvere, in modo tempestivo ed economico, i propri impegni di pagamento.

• Cash flow/Attivo %

MISURE DI ALLERTA → VALORE INDICE ⋜ VALORE SOGLIA

Misura il ritorno liquido dell’attivo e la capacità dell’impresa di remunerare i fattori produttivi.

• Indebitamento previdenziale + tributario/Attivo %

MISURE DI ALLERTA → VALORE INDICE ⋝ VALORE SOGLIA

Indica l’entità e la sostenibilità dell’indebitamento previdenziale e tributario.

4) Indici per determinate tipologie di imprese

Regole particolari sono state stabilite dal CNDCEC nel calcolo degli indici per le seguenti tipologie di imprese:

  • Imprese costituite da meno di 2 anni.
    Rileva soltanto il patrimonio netto negativo, salvo che le stesse non siano succedute o subentrate ad altre preesistenti, nel qual caso tornano applicabili gli indici prima esposti.
  • Start-up innovative.
    Per tali categorie di imprese il fabbisogno finanziario da indicare nel DSCR è specificamente rappresentato da quello minimo necessario per la prosecuzione dell’attività e lo sviluppo del progetto.
    E’, infatti, rilevante, la capacità di raccogliere (da soci, obbligazionisti, finanziatori, investitori, etc..) risorse finanziarie che, in aggiunta ai contributi pubblici (eventuali), consentano di superare la fase iniziale (critica) del progetto.
    La non applicabilità degli indici (previsti per la generalità delle imprese) è motivato dall’elevato rischio di insuccesso (e di sopravvivenza) dei progetti di start-up ( in special modo di quelli innovativi).
  • Imprese in liquidazione.
    E’ un indice rilevante il rapporto tra il valore di realizzo dell’attivo liquidabile e il debito complessivo.
    Assumono comunque rilevanza i ritardi nei pagamenti ( reiterati e significativi) o il DSCR inferiore ad 1.
    Non è di per sé indicativa la presenza di un patrimonio netto negativo, che potrebbe risultante da un minore valore di libro degli assets rispetto a quanto realizzabile dalla loro liquidazione.
  • Cooperative e Consorzi.
    Dei flussi attesi per i versamenti ed i rimborsi del prestito sociale (previsti secondo una non irragionevole stima) va tenuto conto:
    1. nel calcolo del DSCR,
    2. nel rapporto patrimonio netto/debiti totali (adeguatezza patrimoniale),
    3. nell’indice di liquidità (equilibrio finanziario).
    Inoltre, è prevista una ulteriore regola specifica per le seguenti categorie di cooperative:
    1. cooperativa agricola di conferimento,
    2. cooperativa edilizia di abitazione,
    3. consorzi e società consortili,
    4. consorzi cooperativi.
    Per le suddette, il rapporto patrimonio netto/debiti totali (adeguatezza patrimoniale) potrà essere modificato per tener conto dell’entità del debito verso i soci, generato dallo scambio mutualistico.