
Strategie d’impresa. I piani riorganizzativi o di sviluppo
I. Definizione di strategia
Dare una definizione di “strategia” non è compito agevole.
Gli addetti ai lavori e la copiosa letteratura gestionale non utilizzano detto termine in modo univoco.
Da parte nostra, è strategia ogni decisione che l’imprenditore assume per la fissazione degli obiettivi aziendali di medio/lungo termine.
La definizione ed il varo di una nuova strategia impone sempre l’onere, a carico dell’imprenditore di portare a conoscenza dei terzi, in modo completo e sistematico, le motivazioni e gli obiettivi delle decisioni adottate.

È un onere, poichè è interesse dell’imprenditore “convincere” i terzi che hanno rapporti con l’impresa (investitori, istituti di credito, creditori, ecc..) sui benefici che la nuova strategia apporterà (nel medio/lungo termine) all’economia dell’impresa.
I contenuti e gli obiettivi della nuova strategia, in forma sistematica, viene presentato ai terzi tramite un documento molto conosciuto: il business plan o il piano industriale.
Detto strumento noi preferiamo chiamarlo, più propriamente: piano riorganizzativo o piano di sviluppo.
Questa nostra scelta è molto apprezzata dalle imprese (specialmente se pmi), per la chiarezza con la quale vengono sempre rappresentati gli obiettivi prioritari della strategia adottata: riorganizzazione o sviluppo.
II. Formazione del piano
Indagine conoscitiva aziendale: il modello organizzativo
L’indagine conoscitiva è anche usualmente conosciuta come analisi aziendale o, ancora di più, come check-up.
E’ bene precisare che il check-up, oltre all’analisi completa del bilancio, investe l’azienda in modo completo, indagando su tutti i reparti/settori o funzioni aziendali.
La 1^ fase dell’indagine è focalizzata sulla verifica della esistenza o meno di un idoneo modello organizzativo.
Quando evidenziamo che l’azienda non può fare a meno di dotarsi di questo strumento, molto spesso gli imprenditori ci rispondono: “Ma noi siamo già organizzati!”.
Pertanto, spetta a noi aziendalisti illustrare la concreta identità del modello organizzativo.
Adempiamo a questo compito riportando (al nostro cliente) le domande che altri imprenditori (o amministratori) ci pongono con maggiore frequenza su diverse problematiche aziendali.

Le domande
- Come raccogliere nel mercato informazioni commerciali dettagliate sui clienti effettivi dell’azienda (e potenziali) e sui competitors (concorrenti), al fine di conoscere meglio le esigenze del mercato di riferimento nel quale opera l’azienda?
- Come utilizzare dette informazioni per orientare l’azienda nella definizione del mix di prodotti, dei prezzi e dei margini?
- Quali sono i sistemi più validi e meno onerosi per “gestire” l’andamento della produzione ed il controllo dei costi?
- Come si può rendere più economica ed efficiente la gestione del magazzino, ed evitare, nel contempo, la onerosità delle scorte eccessive ed il rischio della carenza di disponibilità di materie prime, semilavorati, prodotti in corso di lavorazione e prodotti finiti?
- Quando diventa conveniente, oltre che utile, razionalizzare il sistema di rapporti con i fornitori?
- Quali sono i dati e le informazioni sull’attività aziendale da evidenziare nella documentazione che si invia al sistema bancario per una migliore valutazione nella richiesta di concessione del credito?
Le nostre risposte
L’impresa, per poter prendere le necessarie decisioni deve, innanzitutto, avere la disponibilità di tutti i dati relativi all’andamento della gestione.
Per disporre di tali dati in modo sistematico e tempestivo l’impresa ha la necessità di definire tutte le regole che governano i processi aziendali, il loro funzionamento, le loro criticità.
L’indagine conoscitiva permette, pertanto, di verificare:
- la idoneità della forma giuridica dell’impresa e la duttilità ed economicità della struttura;
- se sono presenti le regole ed i procedimenti per ordinare le modalità di dialogo tra i diversi reparti aziendali;
- se è stato predisposto l’organigramma aziendale (nella forma più idonea alla dimensione e complessità dell’impresa), con definizione di competenze, grado di autonomia e responsabilità di ogni reparto o centro di profitto;
- se le risorse umane disponibili e le mansioni (ruoli) assegnate ad ognuna di esse siano idonee per il raggiungimento degli obiettivi aziendali (sia operativi che strategici);
- se l’impresa è dotata di un sistema informativo possibilmente integrato, in grado di rilevare tutti i dati di gestione (contabili, finanziari, commerciali e produttivi), sia consuntivi che prospettici.
Importante!
Ricordiamo all’imprenditore che dotare la struttura di un idoneo modello organizzativo non è una facoltà ma un onere/obbligo, posto a suo carico dalle “Misure e procedure di allerta” varate con il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”.
Indagine conoscitiva aziendale: l’analisi economica, patrimoniale e finanziaria
L’indagine, nella 2^ fase, si occupa di riclassificare, con criteri gestionali, bilanci e gli altri documenti contabili relativi agli ultimi tre esercizi, con l’obiettivo di elaborare molti situazioni ed indicatori, tra i quali:
- MOL – EBITDA . EBIT;
- Break even point;
- Redditività;
- Equilibrio finanziario a breve;
- Equilibrio finanziario a M/L;
- Rapporti di struttura;
- Posizione finanziaria netta;
- Indipendenza finanziaria.

III. Formazione del piano
Indagine conoscitiva aziendale
Nelle successive pagine dedicate a:

che interessano il completamento del piano riorganizzativo o di sviluppo, abbiamo riportato i nostri approfondimenti:
- sulle specifiche problematiche che emergono dall’indagine conoscitiva;
- sulle decisioni strategiche dell’impresa, dando adeguato spazio all’aspetto aziendalistico e alla dinamica aziendale.
